Questa mattina ho comunicato la mia decisione di rassegnare le dimissioni dal Consiglio Comunale di Casalecchio con questo messaggio
“Cara Presidente, caro Sindaco, care tutte e tutti
Ho riflettuto a lungo e sono arrivato alla decisione di rimettere il mio mandato da Consigliere. La modalità e l’esito della discussione nel Consiglio del 27 sul tema “studentato” ha solo rafforzato la conclusione, alla quale ero arrivato da tempo, che potrei agire più utilmente per la comunità operando “al di fuori” del Consiglio.
Mi ripropongo di avviare, in una qualche forma libera e associativa, un’attività in grado di raccogliere i contributi di quante/i vorranno, prescindendo dalle appartenenze, collaborare a iniziative politiche e culturali a Casalecchio su temi rilevanti per la comunità.
Ringrazio il Sindaco, la Giunta, le Consigliere e i Consiglieri e tutto lo staff dell’amministrazione del Comune per il lavoro che svolgono.
Buona settimana
Dario Braga”
Ed ecco una piccola elaborazione:
Mi sono dimesso perché, dopo 18 mesi di assidua partecipazione alle Commissioni e al Consiglio, sono arrivato alla conclusione che non è possibile contribuire “dai banchi dell’opposizione” in modo costruttivo alla politica per la città. Molti penseranno – e parecchi lo hanno anche detto – che il contributo alla politica della città di chi ha perso le elezioni è quello di fare opposizione non di fare proposte.
Io non sono molto bravo come “oppositore”, devo ammetterlo. Mi è più facile, per formazione e per storia personale, proporre, cercare, fare e studiare cose nuove.
La presenza in Consiglio è forse incompatibile con la proposizione di cose nuove? Certo che no, ma lo diventa quando tutto quello che viene proposto è etichettato come proveniente da una “fazione” avversa. Lì c’è chiusura “a prescindere”, il discorso si blocca, non si può andare oltre. Non c’è interscambio. Il clima diventa insopportabile.
Non è stata una decisione sofferta. Era ormai una traiettoria delineata che il consiglio del 27 non ha fatto altro che accelerare (o, utilizzando un termine del mio mondo, catalizzare).
Per il futuro prossimo penso che proporrò – in realtà è un’idea che gira da tempo – di costituire un gruppo, un club che possa organizzare iniziative e attività sui temi della contemporaneità e che coinvolgano cittadine e cittadini con l’idea di operarsi per migliorare Casalecchio e di continuare a coinvolgere e dare voce a chi mi ha sostenuto.