Dario Braga

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la tentazione dell’indifferenza

ovvero: non sono d’accordo con Dante Alighieri
C’è poco da fare, una reazione comprensibile alle situazioni che generano ansia è … cercare di non vederle, se non addirittura di negarle. Ho fatto un’indagine tra “persone che conosco” e che “conoscono” e ho messo in fila – ma non in ordine di impatto – alcuni grandi motivi di ansia: l’Artificial Intelligence e tutto quello che sta già permettendo (come l’immagine che uso qua) e tutto quello che ci darà / toglierà a breve – poi la crisi climatica con temperature d’altri ambienti e alluvioni e incendi e tutti quelli e quelle che continuano a dire “è già successo tutto almeno una volta… che vuoi che sia?” – e poi c’è Trump e il Trumpismo e tutti i seguaci del Make Something Great Again che sembra/no barcollare nel buio cercando una spiegazione ex-post a quello che stanno facendo nel delirio di onnipotenza – e poi c’è la xenofobia montante, la ripulsa per la differenza (costumi, religioni, bisogni) con l’ inevitabile meccanismo di azione e reazione e la paura usata come mezzo di persuasione di massa – e poi – sì certo – adesso c’è la guerra, anzi le guerre; guerre che, intendiamoci, ci sono sempre state ma che adesso, perché vicine, perchè costantemente sotto i nostri occhi, scavano profondamente nelle nostre coscienze, e poi ci sono i social media che servono a mescolare tutti questi temi: agitare bene e servire in ogni momento della giornata spesso conditi di impunità, offese, violenza, falsità.
Ed ecco quindi la tentazione dell’indifferenza perché è più facile girarsi dall’altra parte, fare finta di nulla, evitare di prendere posizione, lasciare che parlino i pazzi, i fanatici, gli illusi, i provocatori prezzolati e le pazze, le fanatiche, le illuse e le provocatrici prezzolate e magari – dantescamente – dire al Virgilio di turno – Non ragioniam di lor, ma guarda e passa . Così tutto sembra più facile.
E invece NO, perchè gli ignavi e le ignave (che Dante mette nell’anti-inferno) domani – a catastrofi avvenute – si chiederanno “potevo fare qualcosa, perchè non l’ho fatto?

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